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venerdì 31 gennaio 2014

Acqua e alcool

Vantaggi della disoccupazione: essere a casa al caldo con bestie, famiglia e Mater colta da istinto pulizesco che, armata di pezza e Cif multiuso, scova angoli da scozzare che neppure la mia fervida fantasia avrebbe mai immaginato esistessero mentre Roma affonda che manco Atlantide o Venezia con l'acqua alta. Sarà il caso che i negozianti si mettano a vendere anche nella Capitale quegli antiestetici stivaloni girocoscia di gomma. E pure le tute da palombaro. Che se la situazione è tragica ovunque non oso immaginare cosa stia accadendo sulla Salaria, la parte brutta, quella piena di lucciole e povera di lanterne, la parte che si allaga pure se piscia un uccello. La parte dove avevo la fortuna di lavorare io.

Ho rinunciato alle pinne, fucile ed occhiali per convertirmi allo spirito. No, stavolta non sto parlando del mio giaino, mi avrete mica preso per una che pensa solo alle sue ovaie? Mi riferisco a quel liquido rossastro che profuma d'ospedale e che, secondo Mina, deve assolutamente essere utilizzato per la pulizia delle superfici di vetro. Cioè mezza casa mia.

Dico, salvatemi.

L'odore acre ha preso possesso delle mie narici e pure di quelle di Biagio che in segno di protesta sniffa la scrivania per poi starnutire, suscitando l'ilarità del parentame tutto, me compresa. Vi assicuro che un cane che starnutisce fa ridere, ecco. E poi oh, qualcosa dovrò pur fare tra queste quattro mura, no? Che non posso mica passare il tempo ad attendere con trepidazione la prossima pera.

Adesso spostiamo il letto, che sotto ci si deve scopare

Sono ancora troppo pudica per rispondere Ma' non so tu ma io di solito lo faccio sopra

Mi sa che era molto meglio andare a farsi una sana nuotata sul GRA.