mercoledì 10 luglio 2013

E' che c'ho il naso di Pulcinella

Vedi Napoli e puoi muori, dicono. Beh io speriamo che me la cavo perché, onestamente, di tirare le cuoia prima ancora di potermi lamentare del mio 30esimo compleanno non è che abbia proprio intenzione.

Princess, USI e tanto ammore, 10 giorni orsono, hanno passato un fine settimana nella città partenopea. Io, che sono una gitana inside, non l'avevo mai vista. Il B&B che ci ha ospitati si trova vicino al centro storico, quartiere Spaccanapoli. Tale Umberto dal naso schiacciato, il gestore, è una delle persone più cordiali che io abbia mai incontrato. Lo stabile è antico, camere ampie e luminose e per colazione c'erano i babà. Vale una visita.

Come tutte le prime volte in città che non ho mai visto mi sono munita di cartina e ho segnato con una ics le tappe obbligate. Perché io non me rilasso manco in vacanza, dovrei porre la questione a Sciattaman, credo.

Abbiamo iniziato il percorso da via Spaccanapoli, chiamata così perché taglia in due la città.

Ci siamo fermati a vedere la Basilica di Santa Chiara e l'annesso complesso monastico col chiostro maiolicato. Nell'ampio viale che collega la chiesa al monastero potrete riposarvi cullati dall'odore di hascisc incenso. La basilica di San Severo si trova poco distante e conserva l'opera maxima di Giuseppe Sammartino: il Cristo Velato. Talmente realistico che ti vieni quasi voglia di provare a sfilarlo, il velo.



Via San Gregorio Armeno forse non da il meglio di se in estate ma tutti i negozi erano aperti con le loro statuette tra il sacro e profano in mostra.



Mi aspettavo Berlusca e le escort, Monti, Bossi e tutto il cucuzzaro ma Zidane che prende a testate Materazzi, onestamente, no.


Se i morsi della fame non mi avessero stordita e  resa insopportabile sarei potuta restare in quella via, persa tra quelle statuine, tutto il dì.



La pizza di Michele è la più famosa di Napoli. E si vede dalla fila. Un'ora e mezzo alle 15 del pomeriggio. Forse troppo anche per gli appassionati ma noi abbiam resistito. Cioè l'USI, perché io dopo 10 minuti ero accampata vicino a due cinquenni su un marciapiede, sguardo assente e mano sullo stomaco. Ci mancava solo che qualcuno, impietosito, mi lanciasse una monetina.



Ora, frustatemi pure ma questa cosa la devo dire: io non amo la pizza napoletana. A me piace scrocchiarella, non troppo spessa e con i bordi fini e bruciacchiati. Insomma, bordi a parte, a me piace la pizza romana. Ma, signori miei, quella pizza non mi ha fatto rimpiangere l'ora e mezzo di attesa.



Soddisfatti i bisogni primari ci siamo incamminati verso il Duomo dove avviene l'annuale miracolo del sangue di San Gennaro. Abbiamo ammirato solo da lontanto la reliquia perché la cappella era transennata causa recenti crolli di calcinacci dal soffitto. Sigh.



Il giorno dopo siamo andati verso il mare. Piazza del Plebiscito era quasi deserta nonostante il sole di domenica mattina. Siamo entrati nella Basilica in punta di piedi, c'era la messa in corso. Non abbiamo potuto curiosare molto ma lo spettacolo del colonnato circolare resta immutato anche durante il Padre Nostro.



Girando intorno al palazzo reale e al San Carlo, dove la mia mente malata ha pensato per un attiimo di farmi fare una foto sullle punte in onore della vecchia carriera danzereccia, siamo arrivati davanti il Maschio Angioino.

Al posto della cena, alle 7 del pomeriggio, ho ingurgitato col dito medio alzato alla prova costume un babà con la nutella dalle ragguardevoli dimensioni. Il barista anche detto voglia de lavorà sartame addosso mi ha perculato mentre fotografavo il mio succulento pasto. Io, che sono una cazzona, ho riso. Devo avergli fatto simpatia perché ha cominciato a raccontarmi la storia della pasticceria, da noi pescata ad minchiam ma che pare sia una delle più antiche e famose di Napoli. Questa.



Siamo tornati a casa con il timore che Penelope, offesa dalla nostra assenza, avesse cambiato la serratura o, peggio, scagazzato per casa. Nulla di tutto ciò, coredemamma ha fatto la brava, si è limitata a mordicchiare la mano del'USI per il resto della sera.





18 commenti:

  1. prima o poi devi riandarci soprattutto per mangiare una sfogliatella riccia. mi aspettavo il racconto della visita alla chiesa di santa maria francesca delle 5 piaghe...invece non c'è. cmq bella gita, spero di convincere mio marito ad andarci senza la paura che ci rapiscano :-)

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    1. Pensa che a me la sfogliatella non piace, sacrilegio! Però mi sono sfondata di Babà, alla faccia del "niente dolci" di SantoSpirito.

      Ti penso Babi, attendo buone notizie ;)

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  2. Bellissima la seconda foto e la tua gatta è uno splendore

    Artù

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  3. Princess quella di Roma non è degna neppure di essere chiamata pizza, e vabbè che sei abituata a quella e quella ti mangi... MA... NON PUOI SCRIVERE CHE NON AMI LA PIZZA NAPOLETANA!! Altro che frustate... :))

    Ps.Siete andati in macchina o in treno?

    Nina

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    1. hahahahahaha sapevo che qualcuno mi avrebbe cazziata per questa affermazione :)
      A mia discopla posso dire che la pizza di Michele è stata una meravigliosa scoperta :)

      Bacio cara

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  4. Bellissime immagini e Penelope è graziosissima :)
    ciaoo

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  5. Anche io adoro la pizza con i bordi ben ben cotti ;)
    Bella Napoli, mi piacerebbe farci una visitina.
    Un bacio stella.

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    1. Merita una visitina, magari con pargoli al seguito ;)

      Bacio tesoro

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  6. Ma sai che non sono mai stata a Napoli!!
    Devo rimediare al piu' presto.

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  7. Mi piacciono i tuoi resconti Princess :)

    Clara

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  8. Ufffff!!! Voglio mangiare la tua pizza subito! Anche se non è a Napoli va bene lo stesso...come stai Princess del mio cuore...

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    1. Anche io la rimangerei volentieri, anche se dopo il soggiorno trentino sono in formato xl -_-

      Bacio bellezza

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