mercoledì 17 luglio 2013

Io viaggio da sola

Essere maritata ad un Umile Servo che viaggia per lavoro e si ritrova sovente in luoghi che sull'atlante Michelin devi cercare con la lente d'ingrandimento o col suo occhiale da miope significa essere costretta, per andarlo a trovare, a viaggiare da sola e confrontarti con una serie di disagi che solo le portatrici sane di vagina posso avere l'onore di sperimentare sulla propria pelle.

In primis le provole. Che tu sia un bidet co' le rote o la sosia di Halle Berry, quando viaggi da sola, stanne certa, rimorchierai. Spesso cessi brufolosi e pure un po' disadattati. Come il tizio che si è prodigato in una delle migliori esibizioni di sguardo spermatozoico per 2 delle 4h di treno Roma-Trento. Nelle restanti 2 ha cercato di liberare il valigione Carpisa che aveva incastrato in malo modo sotto il sedile del povero viaggiatore che gli era di fronte evidentemente ignaro della presenza di appositi vani bagagli. Non pago all'arrivo si è piazzato davanti la porta, sempre in sguardo pesce lesso mode, fissandomi. A treno fermo si è girato in attesa, probabilmente, che qualcuno dall'alto pronunciasse la parola magica apriti sesamo perché non c'era verso si decidesse a premere il bottone. Così, facendo appello al mio savoir faire, gli ho urlato guarda che devi preme il pulsante. All'uscita mi sono messa alla ricerca del binario per Malè. Raggiunta l'altra stazione lo rivedo e tenta un approccio 

Che coincidenza, dobbiamo andare nella stessa direzione!

Vai a Malè?

No a Marileva

Appunto

Il secondo ostacolo della viaggiatrice solitaria si chiama bagaglio. Che si sa noi femmine cresciute col mito dell'armadio di Carrie e con la celebre frase quelli mi servono per vivere rivolta ai suoi abiti, quando viaggiamo ci portiamo dietro l'intero sistema solare ergo necessitiamo di possenti braccia per la manovalanza spicciola. Le opzioni, in questo caso, sono due: approfittare della provola di cui sopra o elemosinare aiuto da qualche passante. Io, che c'ho il pelo sullo stomaco oltre che sulle gambe, mi son fatta coraggio e ho fatto da sola, maledicendo ad ogni gradino l'assenza di scale mobili. Pessima idea. Il giorno dopo il mio braccio destro era talmente contratto da non stendersi.

Poi c'è la pipì. Problema strettamente connesso al trasporto bagaglio. Perché i cessi delle stazioni-autogrill-bar-rifugi son piccoli, così piccoli che se metti due kg diventa un problema chiudere la porta. Allora il dilemma dove lo lascio il bagaglio diventa pressante. Nel mio caso son stata fortunata perché alla stazione di Malè per espletare i bisogni fisiologici c'era bisogno udite udite di una smart card, consegnata dalla tizia del bar vicino il w.c. dietro rilascio di un documento valido d'identità Capirete che in un cesso così a prova di ladro mi sono sentita libera di lasciare il bagaglio un minutino nell'antibagno. Giusto un minutino perché questo cartello:



m'ha messo l'ansia. Roba che se c'hai uno squaraus in corso rischi di venire arrestata per uso improprio di tazza.

Dulcis in fundo il senso d'orientamento. Che non lo so, in realtà, se è un problema solo femminile ma, senza dubbio, è un problema principesco. Roba che io ho serie difficoltà a distinguere la destra dalla sinistra, roba che a danza la maestra mi mise lo schotch rosso sulla ballerina di destra, roba che mi perdo pure nel tragitto lavoro - casa perché oltre che disorientata so' pure distratta e spesso dimentico di girare all'uscita giusta del GRA. Ma una soluzione esiste, mie care. Si chiama mappine di Google Maps. Son chiare e precise ma hanno qualche problema con i tempi di percorrenza. Perché a meno che non siate Bolt non ce la farete mai a percorrere 800 mt in 5 minuti.

In ogni caso, sono viva e vegeta. Anche stavolta. E il turismo in solitaria è così rilassante che non ho pensato nemmeno per un millisecondo alla parola infertilità. Son gioie.

26 commenti:

  1. un tempo, quando le Principesse viaggiavano su sontuose carrozze trainate da bianchi destrieri, tutte queste cose non capitavano.

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    1. Vero. E poi un tempo i cavalieri non erano cessi brufolosi e disattati e sarebbero stati estremamente utili nel trasporto bagaglio.

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  2. Ma davvero quel cartello è reale? OMG!

    Artù

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  3. Io ho sempre amato viaggiare sola, mi sono fatta tante belle vacanzine in giro per l'Europa. :-)
    Durante gli spostamenti non ho mai avuto problemi di abbordaggio..magari arrivata in loco sì (se no inizierei a pensare di essere una cozza tale da sballare ogni statistica!!!).
    E per la valigia...sono una convinta sostenitrice del bagaglio a mano, sempre e comunque. E' una grande liberazione, anche perchè...sei più leggera quando devi fuggire dal mandrillo che ti insegue con intenzioni provolesche :-))))

    p.s. il problema pipì mi resta irrisolvibile...ho la vescica di un criceto nano!

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    1. Anche io sono una sostenitrice del bagaglio a mano ma ahinoi, non sempre è possibile. Che già le scarpe col tacco per le serate elegant me occupano mezza valigia, sigh

      Bacio cara

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  4. il bagaglio dici?
    Ho presente.
    io che per due settimane in giro, itineranti, mi sono portata il valigione rigido.
    E trascinalo tu in giro ogni santo giorno nei vari cambi di meta e alberghi... 'na faticaccia!

    però, a parte questi piccoli inconvenienti, hai ragione: è troppo bello viaggiare da sola :)

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    1. Libertà e indipendenza. Sono una meraviglia. Possono essere pagate tranquillamente col disagio del bagaglio :)

      Bacio Olivia

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  5. Adoro viaggiare. Da sola o in compagnia. Per il bagno io sono una che si "arrabatta"...di solito in treno chiedo se mi "guardano la valigia" e mi avventuro, se ho i 5 minuti non mi posso trattenere! E quella foto l'hai scattata nei minuti previsti o hanno chiamato la Ronda??? Va bene che al "nord" sono organizzati ma cappero, così mi pare esagerato!
    Sono felice tu sia stata bene, ma lo avevo intuito da instagram...
    Un bacio tesoro!

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    1. Scattata nei 5 minuti che mi sono stati concessi, sono stata bravissima! :D
      Anche io spesso uso il "me lo guarda un attimo", funziona :)

      Grazie Berry, bacio tesoro

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  6. Beh! Che schifo lo sguardo spermatozoico, ho presente. Nonostante ciò viaggiare da sola mi è' sempre piaciuto moltissimo, momenti in cui ho sempre fatto pensieri interessanti. E un po' mi manca .

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  7. si, però alla fine del post ci hai pensato :/

    goditi la vacanza!!

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Io, che ho viaggiato spessisismo da sola, ho sempre adottato delle mises talmente repellenti e sgraziate che nun me s'è mai filato nessuno manco de pezza. Proprio stile barbona sciatta. Una volta sola uno mi ha attaccato bottone, ma era un innocuo vecchietto pittore, pieno di arte e voglia di conversare di cose intellettualmente auliche.

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    1. Beh dai allora sei stata fortunata, perché le provole so davvero fastidiose a volte.
      Anche io proverò una mise antistupro la prossima volta :D

      Bacio Bi

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  10. La prossima volta fai finta di non sentire!
    Baci
    Divertiti
    Raffaella

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    1. Mi riesce pure bene fare orecchie da mercante :)

      Bacio Raffaella

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  11. Fondamentalmente sono una cacasotto, quindi fare i viaggi lunghi da sola mi mette un po' di angoscia, ma diciamo che io mi angoscio facilmente... So cosa significa lo sguardo spermatozoico, ogni volta che faccio Formia-Roma (2 volte a settimana!) me ne succede una, addirittura uno aveva attaccato bottone senza capire che il tipo che leggeva al mio fianco fosse il mio E.!!

    Siamo ancora in un mondo troppo selvaggio per permetterci di viaggiare sole e tranquille.

    Ps. la foto del cartello del bagno mi ha fatta morire dal ridere, al nord sono efficienti anche quando la fanno fuori di casa!! :))

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    1. Io invece adoro viaggiare da sola, mi rilassa e mi fa sentire libera e indipendente. Se non fosse per le provole sarebbe perfetto :)

      Più che efficienti direi fissati...

      Bacio Nina

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    2. Bah, che dilettanti. Quegli sguardi lì si gelano con un'occhiata in tralice. Li iberni in un attimo.

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  12. Leggendo il tuo post, mi sono ricordata della prima volta che me ne sono andata di casa e dall'Italia. Da sola.
    Arrivata a Londra, carica come un mulo, ricordo di non aver fatto un solo scalino, che fosse per montare sul bus o per scendere in metro, con la mia valigia in mano.
    Ricordo anche di aver fulminato con lo sguardo il primo uomo che mi ha tolto il bagaglio di mano, lui voleva solo essere educato, io ero già pronta ad urlare "al ladrooooo!!" :)

    Il cartello è incredibile!! :D

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    1. hahahahahahahaha i racconti dei primi viaggi da sola son sempre esilaranti. E fanno pure venire un pizzico di nostalgia...

      Bacio cara

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