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giovedì 27 marzo 2014

Butta la chiave, Princess!

Da due giorni il mio sonno è disturbato dal rumore d'un vento impetuoso che sembra abbia tutta l'intenzione di sradicare le persiane della camera da letto e spalancare la finestra lasciando che una pioggia urlante entri e un demone degli inferi dall'accento campano mi rapisca.

Ieri mi sono addormentata verso le tre dopo due pipì e un centinaio di cambi di posizione. Così stamattina ho deciso di dormire di più. Mi sono svegliata con un peso sul torace e la sgradevole sensazione che qualcuno mi stesse osservando con un'attenzione maniacale alitandomi sul collo. Non era il demone ponzese. Era Biagio.

Erano le undici e un quarto e sua signoria doveva togliersi un peso dal cuore. Cioè dall'intestino.

Così sono uscita coi segni in faccia del mio passionale accoppiamento col cuscino e un abbigliamento tipo non è che non mi sono docciata vestita è che sono casual e sono figa pure così.

Facevo schifo. Ho cercato con scarsi risultati d'occultare il pigiama e l'occhio imborsito con felpa blu, stivali neri sul pantalone azzurro che fa molto Romania e occhialone coprente che fa molto agente della CIA.

Ho fatto una capatina in spiaggia che tanto non c'era nessuno e mentre ero al telefono ho intravisto le chiavi del mio appartamento conficcate nella sabbia ancora bagnata. Vah che culo penso le avrei perse e mai ritrovate.

Mai sfidare la sfiga, mai.

Due minuti dopo, mentre ero intenta a stringere il guinzaglio del quadrupede, ho sentito tipo pluff. Ho abbassato lo sguardo giusto in tempo per vedere il portachiavi rosso affondare nell'acqua putrida d'un tombino.

Manco ho smadonnato tanto sono rimasta inebedita.

Mi sono fiondata verso la reception dell'albergo. Ad accogliermi Miss Lobotomia.

Ma come ha fatto a buttare le chiavi in un tombino?

Mi alleno tutto il giorno.

Ma io il pass non glielo posso lasciare. Se mi perde pure quello?

Io mi preoccuperei più della perdita dei tuoi neuroni.

Aspettiamo Daniele. Conclude.

Nel frattempo torno sul luogo del delitto. Le chiavi giacciono pacifiche sul fondo putrido. Posso recuperarle mi illudo. Prelevo una lunga e stretta canna di bambù da un vicino giardino e inizio a smanettare con le mani nella grata. Non dimenticate che ero in pigiama e con un cane al seguito che scalpitava e tentava di rosicchiare la cannuccia, strumento della mia salvezza.

Nada, fallisco.

Torno con le pive nel sacco da Lobotomia e ci trovo pure Daniele. Daniele salvami, Daniele salvami!
Daniele mi da la copia e dice passo sotto casa tua alle tre, strillo il tuo nome, tu mi butti le chiavi dalla finestra che meraviglia è essere italiani in questi casi? e io vado a fare la copia.

Grazie! Urlo al mio salvatore.

Attenta ai tombini! Scherza lui.

Tutto bene quel che finisce bene. Penso, salendo i 30mila gradini da 30 cm che portano a casa mia.

Illusa.

La chiave girava ma la porta non voleva saperne d'aprirsi.

Ed è qui che è intervenuto il salvatore nambertu. L'uomo dal cappellino verde e la pelle mangiata dal sole che per me ha attraversato le fratte, saltato un cancello, scavalcato un muretto e con fare deciso ha strattonato la porta permettendomi di rientrare, stravolta e trionfante, a casa.

Coraggio Signori' che so ancora le due!

Sono già le due, io sono ancora in pigiama e stanca come avessi combattuto la battaglia di Anghiari.

Però ho capito che va tutto bene fintanto trovi qualcuno disposto a darti una mano.

Alla faccia della sfiga e del demone ponzese.

martedì 25 marzo 2014

Promesse da marinaio

Il signor Antonio dice che da queste parti non piove mai per due giorni di fila. Il signor Antonio dice cazzate.

Io e Biagio siamo qui che stalkeriamo il cielo da dietro una finestra, nella vana speranza compaia una pezza d'azzurro. E che sia duratura. Sì perché proprio ieri, facendoci scudo della saggezza pescatrice del signor Antonio, al primo raggio di sole ci siamo fiondati fuori la porta, desiderosi d'una lunghissima passeggiata fino ad un lontanissimo belvedere che col mare forza nove e i nuvoloni neri all'orizzonte c'avrebbe di sicuro garantito uno spettacolo invidiabile.

Che è stata un'idea del cazzo lo devo scrivere? Beh non credo sia necessario ma comunque sì, è stata un'idea del cazzo.

Perché fossi stata a casa mia, sui monti senza Annette, col ciufolo mi sarei avventurata dopo una mattinata di vento e grandine in un'impresa a così alto rischio fallimento ma qui, chevvedevodì, il mare e il marinaio m'hanno confusa. Circonvenzione d'incapace signor Giudice!

Risultato: sono stati rinvenuti pallini di grandine pure nel labirinto dell'orecchio destro.

Per non parlare del mal di gola.

Siamo tornati zuppi, stravolti, infreddoliti. Biagio pure puzzolente.

Così oggi siamo rimasti buoni buoni a casa. Lui lo tengo a bada con qualche biscottino a forma di cuore, io passo il pomeriggio con la Perego e Franco di Mare in tv.

Dalla scottatura alla fregatura. La situazione è tragica. Fate tornare sto stronzo di sole, vi prego.

domenica 23 marzo 2014

Sotto copert(ur)a

Nell'isoletta sperduta ma non troppo la vita procede con una calma pacifica e galvanizzante. Unica nota stonata la scottatura su spalle e zigomi, promemoria dolente della mia superficialità nell'aver pensato che il tenue sole marzolino non avrebbe creato danni al mio incarnato da Casper lavato nell'Omino Bianco.

Biagio è diventato una celebrità. Non c'è isolano che non si fermi ad accarezzarlo e lui, che al posto dei tartufi fiuta affetto, ricambia giocoso suscitando ilarità e benevolenza. Così adesso oltre ad essere conosciuta come la moglie di sono altresì nota come la padrona di. Dubito che qualcuno sappia come minchia mi chiamo ma non mi interessa.

A differenza dei paesanotti di città, troppo lontani dalla Capitale per definirsi cittadini ma troppo vicini per fare gruppo, che guardano con sospetto quelli che si ostinano a definire forestieri, gli isolani, abituati alle orde di invasori dei mesi estivi, sono socievoli e cordiali. Qualcuno mi strappa persino un sorriso non di cortesia. Merce rara per la Princess di ghiaccio.

Mangio troppo e male o troppo male. Il risultato non cambia. Però so come rimediare. Ho sostituito i 30 minuti di cyclette che mi ero imposta prima di partire con i 30mila gradini da 30 cm d'altezza che salgo e scendo, scendo e salgo senza sosta tutto il dì. Sono il prezzo da pagare per la vista panoramica e lo faccio di buon grado. Dopotutto il mio obiettivo resta sempre dimostrare 5 anni di meno per chiappa.

Non so quanto durerà questo stato di grazia. Magari domani in preda all'eccesso di relax, salterò sul treghetto delle cinque del mattino per raggiungere la terraferma e forme più evolute e deleterie per la salute di civiltà. Per ora sto bene dove sto. Che qui penso meno e al mattino mi sveglio col sorriso.

Comunicazione di servizio: la connessione farlocca mi concede la pubblicazione dei post che sto scrivendo dal cellulare con buona grazia delle mie retine riesco a seguirvi ma non sempre a commentare. Sappiate però che vi penso sempre con immenso ammmore

Vostra Princess