Domanda: quante volte ve lo siete immaginato il momento in
cui avreste scelto la data del vostro matrimonio? La dichiarazione ve l’ha
fatta (forse), l’anello è sul vostro anulare (forse. Il mio per esempio sul mio
anulare c’era solo tornato, ma questa è un’altra storia). E’ arrivato il
momento. Tu e lui, calendario alla mano. “Come lo vedi il 4 giugno?” “mmm”
(mmm=no). Bocciato. “L’11?” propone lui “non suona bene”. Sì, l’ho detto. “Il
12 mi piace!” “Ma è domenica, se ci sposiamo di domenica dobbiamo fare di
mattina, senno chi li sente gli invitati che non vogliono far tardi perché il
giorno dopo devono andare a lavorare … noi volevamo sposarci di sera, poi, boh,
se ti piace…”. Bocciato. “Ok… c’è il 18! E’ paro (sì ho una fissa per i numeri
pari e se non sono pari devono essere multipli di 5, non chiedetemi perché, sono
psicotica) ed è sabato”. Evvai, andiamo dal prete.
Ecco.
Come entrare con un’idea e uscirne con un’altra. Problema numero 1.
“Buongiorno Don Complicolecosefacili noi vorremmo sposarci”.
“Bene bene! Tovete fare il fare il corso. Senno non vi
sposo. Sono Tieci Incontri, inizia a Ottobre. E siete fortunati che si fa qui
al paese. Tutti i venertì, topo cena, alle 8 e mezza”
Otto e mezza? Ma a che ora mangiano i preti? No perché noi,
alle 8 e mezzo, a malapena siamo tornati dal lavoro … Beh facciamolo presente …
“Ehm veramente quest’orario non sarebbe proprio ideale per
noi. Sa, lavoriamo tutti e due fino a tardi. Non si può fare le 9?”
“Otto e mezza”.
Bene.
“Se tartate tieci minuti non fa niente. Ma dovete venire,
senno vi metto l’assenza”.
Come tornare a sentirsi una liceale minacciata di bocciatura
causa assenze ripetute dal proprio prof. Diciamo che, a questo punto, il mio
allora futuro marito ha ufficialmente iniziato a odiarmi per essermi voluta
sposare in chiesa e non con un meno complicato rito civile.
Ma non è finita. Passiamo all’argomento data.
Ma non è finita. Passiamo all’argomento data.
“Ci vorremmo sposare il 18. Di pomeriggio”
“Non si può fare”
Coooosa?!
“C’è la festa di Sant… qualcosa”
Ecco. Non progettate nulla prima di andare dal prete.
Quindi ricominciamo. Io guardo lui, lui guarda me “12, di
mattina?”, “ma sì dai, rinunciamo alla sera, non importa, basta che ci
sposiamo”. Dolce lui.
Guardiamo Don Complicolecosefacili che attendeva la data
alternativa “Il 12!”
“No. Pentecoste”
Vabbbene. Il prete è un osso duro.
“L’11” rinuncio al numero pari o multiplo di 5 ma mi sposo
di sera, penso.
“E no, è il giorno prima della pentecoste”.
E che caz…
“Vada per il 4?” e chi offre di più?!
“Ci sono le comunioni. Ma per forza ciugno?”
Per forza Giugno? Ommioddio. E’ proprio il caso di
invocarlo.
Poi la soluzione “C’è il 25”. Sguardo d’intesa tra me e lui:
“Sì!”. E’ multiplo di 5 ed è pure sabato. Se fa 50 gradi chissenefrega.
L’importante era uscire di lì.
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