Ieri sera ho scoperto che nell'isoletta sperduta ma non troppo sarò, con buona probabilità, senza connessione Internet. L'ho presa benissimo, eh. Da brava tossica della rete ho solo pensato sarebbe stato meglio che il soggiorno lavorativo dell'USI fosse stato, chessò, a Frittole o Canicattì, sempre che da quelle parti ci sia l'ADSL. Però avrò il mare, tutto il giorno, tutti i giorni. Il che non guasta, soprattutto alla mia psiche e magari pure al mio martoriato fisico.
Nel frattempo amicoics ha annunciato su Facebook la terza dicoterza gravidanza della moglie. Avranno un bambina. Io sono stata felice per loro, sì sì. Mi sono lasciata solo per un attimo cullare dal pensiero puerile eh no, cazzo tu già ne avevi due questo era mio, me l'hai rubato. A chi troppo a chi niente, 'sta nave Provvidenza sbaglia rotta, ve lo dico io.
Ho ricevuto una chiamata da collega Cì che, imperterrita, ancora prova a lavorarsi il Capo per farmi rientrare che senza te qua non è più lo stesso. Dillo a me che sento la mancanza pure del caffè Falqui del distributore o della puzza di fogna che avvelenava l'aria del mio ufficio favelas.
Ho passato quaranta muniti sulla cyclette leggendo contemporaneamente un libro poi venitemi a dire che non sono multitasking. Mi illudo siano sufficienti per tornare ad avere il culo d'una ventenne. Siccome, poi, sognare non costa niente o almeno non ancora mi sono messa a cercare annunci immobiliari di case di città. Perché sarebbe bello non dover attraversare tutto il Lazio centrale per raggiungere la capitale, respirare le polveri sottili e imprecare giornalmente contro qualche autista dell'Atac.
Insomma, adorati sudditi, se non avrò modo di scrivere o seguirvi perdonatemi. Sarò confinata per un po' ma vi porterò tutto il tempo nel mio immenso e generoso cuore. Fate i bravi.
Con affetto, vostra Princess.