Altro giro, altra corsa siori e siori!
Ad accogliermi, stavolta, il classico belloccio duepuntozero. Impomatato, incravattato, depilato, sedicente giovane in carriera, accento milanese, quasi coetaneo. In pratica l'antitesi dell'uomo che adda puzzà. Sarà che a me il combo cravatta - glabro m'ammoscia l'ormone ma, uscita di lì, pure l'ascella pezzata di mio marito mi sembrava un sacco secsi. Del resto l'unico modo per indossare una cravatta senza che la fornicazione ne risenta è farlo alla Pretty Woman. Dai su, non fate gli gnorri, mi riferisco alla scena in cui lei aspetta lui nuda, con solo la cravatta al collo. La classe non è mica vino e gassosa.
Siccome a 'sto giro nessuno mi ha dato dell'iperqualificata/ ma che ci fa qui/ è sprecata/ se ne vada affanculo a fare la cameriera in qualche pub londinese e non ci scassi più la minchia a noi raccomandati mi sono dovuta ciucciare una selezione che manco Amici di Maria de Filippi, non so se rendo. Otto e trenta - diciotto e trenta. Dieci ore di domande, risposte, test e mio Dio ma che ci faccio qui qualcuno mi passi pane e Nutella.
Durante la pausa pranzo, in un tristissimo bar sull'Appia mi sono quasi convinta che mollare tutto e sperare che la fortuna cada dal cielo sarebbe molto più semplice ma, come dice cugino M., nella vita ci vuole culo e io, statisticamente, non ce l'ho quindi su le maniche e mangia merda, Princess.
Prima o poi ti piacerà.