La palla di pelo con miagolio incorporato che risponde al nome di Penelope questa mattina mi ha svegliata piena di zelo, zompettando istericamente dalla mia coscia sinistra al mio stomaco e mordicchiando il mio alluce destro, manco fossi uno di quei polletti di gomma per cani . Ho provato a usare un tono austero, come suggeriscono tutti i forum sulla rieducazione animale, per farle capire che la mamma non si sveglia all'alba, perché c'ha na vita dura e ha bisogno di riposo. Buco nell'acqua, manco a dirlo. Così mi sono alzata e ho provato a ritagliarmi il mio piccolo spazio di intimità al cesso. Invano. La bestiola ha attaccato una lagna snervante fuori la porta, roba che la sirena dei pompieri alle cinque del mattino è un rumore tollerabile, al confronto. Così l'ho fatta entrare pentendomi della mia decisione quando si è messa a giocare con la cinta del mio accappatoio mentre ero intenta ad asciugarmi prima dell'incrematura mattutina.
Due crampetti molesti mi hanno ricordato che la ciclo-data è vicina e che la mia sindrome premestruale tra i tanti indiscutibili pregi c'ha pure quello di ammazzare le speranze con largo anticipo.
C'ho caldo e sudo. Mi incazzo perché sudo e sudo di più. La mia frangia si arriccia e io mi incazzo di più e sudo di più. Un circolo vizioso sudato. Bell'immagine. Se poi ci mettete che non rinuncio all'essere figa e, quindi, al tacco 10 che in estate si traduce in vescica sotto l'alluce il quadro del mio lunedì è completo.
Però Capetto non c'è. Tre giorni solo io e M. Core a core. Una pacchia. Credo che potremmo addirittura conversare di smalti, trucco, parrucco e ceretta all'inguine senza che lui si intrometta e ci chieda lumi sul funzionamento degli epilatori a luce pulsata perché vorrebbe togliersi definitivamente le ali di pelo che gli crescono dietro le scapole.
True story.
Buon inizio settimana.