lunedì 23 dicembre 2013

Lasciare

Il mio badge è storto. Lavoravo per questa società da due settimane quando lo lasciai inavvertitamente sul cruscotto della mia Clear. Il calore del sole lo deformò.
All'inizio non lo cambiai per pigrizia, nonostante A., Capetto, collega C e tutto il cucuzzaro mi esortassero a farlo ogni volta che me lo vedevano al collo, poi mi affezionai. Per farlo passare nel tornello occorre esercitare una lieve pressione con indice e medio, una scocciatura agli occhi di tutti ma a me, in fondo, piaceva dire aspetta te lo passo io che questo vuole la mano del padrone quando qualcuno dei consulenti, dimenticatosi il suo, me lo chiedeva in prestito per passare.

L'ho riconsegnato oggi in portineria.

La mano ha tremato un po'.

Questo è stato il mio ultimo giorno qui.

Ho portato via con me Oronzo e i suoi nuovi amici GufA, Orange e la principessa Aurora, i CD di Photoshop e del corso di fotografia, le scatoline di liquirizie che ho riciclato come portapillole so' anziana inside, I know, le bacchette cinesi per incapaci, dotate di molla, regalo di L., il mio cactus e il suo messaggio subliminale, velato ma non troppo.

Vorrei che questo ciao fosse facile. Come quello che si dice il primo giorno, quando ancora non conosci nessuno, quando sei poco meno di un'estranea, quando non sai cosa ti accadrà, chi incontrerai, come ti troverai. Un ciao carico di belle speranze e grandi aspettative.

Non è facile, invece. Per niente.

In questa gabbia di marmo, cemento e luci al neon ho passato due anni e otto mesi della mia vita.
Qui lascio MC e le sue frasi da cinquantenne allupata che a me, però, facevano ridere. Lascio la sua risata, i suoi limoni e le sue ansie da mamma come quel non correre per strada, copriti oggi, mangia che sei sciupata e della dieta tu non hai bisogno, però dovresti fare un po' di sport pigrona.
Qui lascio I, la sua voce stridula, i suoi cappelli coi pennacchi, le foto delle sue vacanze, i suoi consigli sulla moda che non mi sognerei mai di seguire.
Qui lascio V, i suoi ah stronza , le pernacchie con dietro l'AD, la sua voce nasale, le battute da terza elementare e i grazie ruffiani, scritti sulle mail a caratteri cubitali.
Qui lascio il suono dei miei tacchi sui marmi dell'ingresso principale, il bottone sbagliato dell'ascensore, i caffè e i taralli pugliesi del distributore, le scale di ferro di fianco la mensa, la pizza del mercoledì, le tapparelle chiuse delle finestre, il rumore del treno che passa a pochi metri dal mio ufficio, le grida di Capetto, i segni sul muro delle mie forcine per capelli, i buondì canori

Qui, soprattutto, lascio il mio personalissimo pezzetto di cuore, a cui proprio non riesco a dirlo, questo ciao.

26 commenti:

  1. Lo so, è brutto dover dire addio ...
    Ma una nuova pagina è tutta da scrivere...!

    Moz-

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    1. Ho sempre avuto difficoltà a finire i libri :)
      Grazie Moz :)

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  2. Tesoro, ti stringo forte forte.
    Non è mai facile dire quel ciao, purtroppo.
    :*

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    1. Un abbraccio a te tesoro :)
      Ci mancava pure questa quest'anno -_-
      Un bacio

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  3. Un abbraccio forte, perché i saluti sono sempre difficili!
    Princess, vedrai che migliorerà!!

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    1. Grazie Nina, certi saluti poi sono più difficili di altri.
      Un bacio a te

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  4. Io spero che questa fine si porti dietro un inizio meraviglioso! :*
    Madness

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  5. ci saranndo nuovi colleghi e nuovi capetti scassacazzo....... non credere di cavartela così !!!! :P

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    1. Speriamo che almeno il prossimo capetto sia migliore di questo :)
      Kiss rospo

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  6. La mia Socia...
    ...poi, non stasera, ti dirò che forse questo obbligato abbandono è un segno...

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  7. :__( mi spiace tanto... un abbraccio (che so che non servirà a granchè materialmente... speriamo perlomeno che sia una coccola per l'umore!)

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  8. Oddio mi fai piangere Princess...
    Ti capisco... quando si lascia una realtà nella quale tutto sommato stavamo bene , chiudere la porta e andare avanti è difficile...
    Spero che per te si apra presto un nuovo portone , pieno di colleghe simpatiche, lavori gratificanti , risate e sopratutto.... un distributore automatico stracolmo di confezioni di tarallini pugliesi... ( sono la mia salvezza quando per lavoro salto il pranzo! )
    Buon Natale Princess! Un abbraccio stritolante a te!

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    1. I taralli sono decisamente tossici, una droga.
      Saranno un requisito fondamentale per un nuovo lavoro :)
      Un bacio

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  9. un abbraccio anche da me... forte forte

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  10. Mi dispiace! Perdere il lavoro è già una tragedia di suo, poi se si pensa che con il lavoro si perde anche quella quotidianità conquistata a fatica col tempo è ancora peggio. Ti lascio con gli auguri di buon natale e con l'augurio ancora più grande di trovare presto un lavoro. Augurio che faccio a tutti i giovani d'Italia che di pazienza ne devono avere tanta!!

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    1. Il punto è che si perde anche una bella fetta della propria identità ed è tutta da ricostruire.
      Un bacio Giulia

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  11. a dispetto di tutto/i, buonissimo Natale, Mademoiselle!

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