Bene. Sono le quattordici e quarantuno. Io sono in pigiama. Mina sta arrivando, che deve mettere su il brodo per domani. Cugino I. è passato prima per portare le bibite, comprese due bottiglie di Sprite che terrò con buona probabilità fino a Pasqua. Il tavolo è da allungare, le sedie da prendere in garage. C'è una tovaglia rossa da sceicco piegata in una busta di cartone, perché non essere pacchiani a Natale è come andare da Mc e prendersi un'insalata.
Le luci del presepe hanno interrotto il loro sciopero, probabilmente dovuto a qualche incursione felina, giusto in tempo per la vigilia. Penelope continua a scalare l'albero manco fosse Messner con la coda. Ora è in punizione in camera sua. E se continua niente Whiskas natalizio. Ok, magari solo un po' che pure per i mici è festa, dicono.
L'USI ha acceso il fuoco e io devo pittarmi le unghie di rosso. I regali per le Sisters sono impacchettati sotto l'albero, due paia di leggings stile stregatto a due euro l'uno. Sono il genio degli acquisti.
In questo Natale manchi ancora tu. Hai marcato visita, proprio stanotte. Mi sa che c'hai la stronzaggine principesca di tua madre ma io ti perdono, che a Natale oltre ad essere tutti più ipocriti siamo tutti più tolleranti. Buoni no, dai, non esageriamo c'ho una reputazione da difendere, sacripante!
E insomma anche le Princess posano scettro e corona in queste occasioni. E anche se per un giorno ed una notte soltanto si concedono il lusso di lasciare che tutto, semplicemente, vada come deve andare, che il tempo si fermi, che le parole siano leggere, che le lacrime lascino il posto ai sorrisi e che il pandoro con la Nutella finisca dritto dritto sulle chiappe.
Buona Natale, adorati sudditi.