Indosso calzini lunghi di cotone per andare a dormire perché da queste parti l'estate è ancora primavera e le correnti fresche della sera provocano spiacevoli brividi su braccia, gambe, schiena. Ieri sera, braccio destro sotto il cuscino e lenzuola alla gola, nel tepore e nell'oscurità della mia camera da letto, pensieri nefasti hanno impedito alle mie stanche membra ed alla mia mente affaticata di riposare.
E se non trovassi mai più un lavoro decente
E se io e lui non diventassimo mai genitori
E se non fossimo più felici
E se io mi ammalassi, se morissi...
Convulsivi movimenti oculari hanno costretto le mie palpebre ad una resa, così ho aperto gli occhi ed è stato allora che l'ho vista. Una piccola lucina intermittente nell'angolo più remoto della stanza. Era una lucciola.
Che stranezza, e pensare che in giro quasi non se ne trovano più.
L'ho seguita con lo stupore d'una bambina mentre volava da un lato all'altro del soffitto. E poi ho pensato che anche nelle notti più scure ci può essere piccola luce, un bagliore appena percettibile che, però, ti da la forza d'alzarti dal letto, l'indomani mattina.