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venerdì 21 novembre 2014

La vita in bozza (ari-ciao)

Il primo a manifestare apertamente il suo dissenso riguardo la mia drastica decisione è stato proprio lui, la seconda parte del dominio e del titolo di questo blog, l'umile servo intelligente, mio marito. Questo spazio lo sente, a ragione, pure un po' suo quindi reclama il diritto di parola. Lo dicevo io che sentivo puzza di rivoluzione. Questi partono dal diritto di parola, poi pretendono il voto e alla fine ti ritrovi con la capoccia su una picca e manco capisci come sia potuto succedere.

Anyway.

I vostri commenti, le vostre manifestazioni d'affetto, le vostre cazziate m'hanno messo il dubbio addosso, lo ammetto. Perché dell'indecisione io non sono la Principessa ma la Regina. Una roba che al confronto l'assolutismo monarchico del Re Sole è il governo Prodi del 2006. Bazzecole.

Una ragazza saggia mi ha detto che non riuscirò a staccarmi perché non posso farne a meno e quella ragazza saggia ha molta ragione. Testa, cuore e penna (vabbè tastiera, non fate i pignoli santiddio!) nel mio caso sono legati a doppio filo. Io non penso, scrivo a mente.

Però questa pausa mi serve.

E mi serve pure una pausa dalla decisione di prendere una pausa. Una pausa dalla pausa. Una pausa dalle decisioni.

Sì, sono pazza, lo sappiamo.

Un'altra donna saggia, in una conversazione privata che mi ha scavato nelle viscere perché, sappiatelo voi appanzate, non è mica facile essere capite così quando sei infertile, lotti tutti i giorni contro problemi che sembrano soffocarti e sei circondata da gente che sono in crisi perché lui ha visualizzato senza rispondere, mi ha detto tornerai quando sarai forte, non smettere di scrivere, non smettere di condividere.

Non smetto. Lascio la mia vita in bozza per un po'.

Tornerò quando sarò forte.