Le altezze mi gonfiano l'ego che manco il Re Sole a Versailles.
Quando ero una studentessa squattrinata che, non si sa come, riusciva a viaggiare per il mondo molto più di quanto faccia la lavoratrice
Sabato scorso l'allegra corte principesca composta da USI, Sisters, Sister col pisello noto ai più come amico G. e, udite udite, i rispettivi consorti manco un reggimoccolo gente! Son cose... hanno deciso di avventurarsi in un'allegra scampagnata, annoverata nella lista to do da secoli.
Perché oggigiorno se non avete una to do list siete nessuno, sapevatelo.
Rocca Calascio, Abbruzzo. Quota 1500, circa.
Lady Hawke, il film. Ve lo ricordate? Lei falco di giorno, lui lupo di notte, trombare un'utopia? Bene. Alcune scene, pare, furono girate qui.
Il castello domina la valle del Tirino, a pochi passi da Campo Imperatore, comprensiorio di sua maestà il Gran Sasso. E' a pianta quadrangolare, composto da un maschio centrale, mura perimetrali merlate e quattro torri su base circolare poste ai quattro angoli.
Ha il fascino di altre epoche e il mistero insito in tutto ciò che è in rovina.
Se siete un filino più sportivi della sottoscritta tranquilli non ci vuole molto potrete seguire il sentiero che dalla Rocca porta al piccolo borgho di Santo Stefano di Sessanio.
Onestamente da uno dei borghi annoverati tra i più belli d'Italia m'aspettavo di più ma il paese ha subito parecchi danni durante il terremoto del 2009, primo fra tutti il crollo della torre medicea.
Le viuzze pullulano di botteghe artigianali. Quelle odorose e colorate, dentro le quali perdersi è un piacere, quelle che lì dentro vaporizzeresti in mezzo minuto il tuo modesto stipendio, quelle in cui la Sister O. trasforma quest'ultimo condizionale in presente storico.
E se una palletta per l'albero di Natale vi costerà 10 euri, non lagnatevi. Questa è arte.
Noi li abbiamo mangiati qui.
Evitate i ravioli burro e salvia. L'amico G. aveva ragione nel dire questi te li poi fa a casa, non sono un piatto da prendere al ristorante. Non ditegli che l'ho detto, pliz. In compenso le fettuccine ai funghi erano molto buone e la ciccia, mi è stato riferito, pure.
Così appanzati non ce la siamo sentita di affrontare la camminata verso Campo Imperatore. G., geologo montanaro futuro testimonial di qualche costosissima scarpa da trekking, s'è arrabbiato e c'ha dato delle amebe. Non le trovate carine?
Io sì.












